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Amore 22 maggio 2008 · lettura 8 min · 3648 letture

Orfeo ed Euridice ma a lieto fine (due voci)

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Evaluna Sperber 73 poesie pubblicate
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LUI Ciao... LEI Ciao Ed è un ciao che fa eco nella mia caverna è un ciao che dirompe trema la stalattite antica delicata trema nell'ultima goccia che cola il tuo ciao è entrato di sassi e sabbia nella mia caverna LUI li sento... cieco è il loro volo stridono a migliaia m'investe l' istinto s'attaccano ai capelli? ...non lo so, m'abbasso. un altro suono si fa nitido stillicidio di gocce nella mente prigioniera DOVE SEI? NON TI VEDO! Rantolo d'acqua il mio fiato nessuna luce DEVO SEGUIRE LA TUA VOCE! la ripeterò cantando fino a raggiungerti. LEI Monocorde di ritmo lungo su due semitone in sequenza roco dal troppo tacere disabitudini e solitudini attese che hanno smesso d'attendersi eppure eccolo ancora lui dall'altare antico del mio ventre sgorga s'allarga rotondo Monocorde di ritmo lungo su due semitone in sequenza ripeto... incerta che sia mio LUI percorro labirinti nel rimbalzo dei richiami i tuoi mille veli ti celano l'urgenza diventa missione ritroverò il filo che ci univa ci rigurgiterà assieme nuovamente e alla luce ancora LEI Cosa sono quelle spade che stagliano lame roventi nel buio mi solcano sanno di sole che non voglio Sono bruma della notte e lo temo sono funghi albini sono allume di rocca tu sei troppo troppo fragore nel mio silenzio troppo movimento nell'immobilità conto i tuoi sassi conto ogni granello ma quanti sono ma quanto sei? LUI m'inabisso ed è quasi inferno scivolo furtivo. Nel sudore silenzioso svincolo sospetti lasciandoli assopiti LEI Nudo non ti temo ma sei vestito della tua voce nudo sei fragile sei corpo com'è corpo il mio ma sei vestito di mille domani che non possiedo sei vestito di luce nell'ombra mi accechi eppure dalla montagna stessa mi strappo schiocca e rintocca la frattura sono panico e son coraggio o forse desiderio di sole. LUI Sono la tua memoria che ti vuole raggiungere sono il suono della lira non temermi un tempo mi voltai non ora ti riporterò al tuo sole chiamandoti per nome ancora e ancora Euridice! LEI Non lo dire ad altra voce! non lo dire non ne rammento neppure il suono! non m'appartiene... Chi sono dimmelo ma dimmelo piano che ricordarlo sia dolce come un richiamo LUI Correvi con le vesti nel vento ti abitava il sorriso un volo danzato senza tempo materia dei sogni. Quand'ecco malevoli amanti morsero il tuo corpo con bave al veleno lasciandoti inerme fiore morto. Si dispersero con te i miei sogni disperato vissi senza vita. Intrapresi il mio cammino uscendo dal mio stesso morire Nel tuo pianto... nel tuo lamento sono entrato. LEI Ecco... li ho contati i tuoi infiniti sassi ed ogni granello di sabbia ho contato eccoti di nuovo nudo. taci... che di pensiero è la tua voce Eccomi! m'accosto alla luce tra le sue lame che mi scompongono in frammenti di pelle ancora scura pelle che baciava il sole pelle di donna mora eccomi... Ho coltivato funghi tra i capelli coperto di muschio le palpebre di licheni il pube eccomi nei profumi del tempo immobile ridammi il mio nome ridammi al mio sole ma con cautela guardami e decidi ch'io sia ancora io ch'io sia ancora al tuo sguardo decidi perché da sola non so varcar la soglia del mio rifugio ma fuori sarò libera e ritroverò il mio volo. LUI Alla rena ridarò la mia sabbia ai monti i miei sassi prima di condurti al mare al mio fianco tra le onde nel sale di cui hai sete che asciugherà la muffa sulla tua pelle bruna seccando i licheni che ti soffocano il cuore. Al sole ti schiuderai farfalla nel profumo di nuovi fiori vibrerà ancora il tuo sorriso e la libertà negli occhi mia ambrosia sarai quanto t'ho amato. e nel nuovo tempo dei baci ti bacerò. LEI Si... mi bacerai... ma prima un attimo ancora... lasciati insegnare non è muffa il muschio che m'ha baciato gli occhi assorbendo stalattiti di lacrime sul mio viso m'avrebbero resa cieca ed oggi non ti vedrei, non sbranare il lichene m'ha protetto il pube dal gelo e il mio ventre non fu reso sterile non calpestare i funghi popolo dei miei capelli compagni di pensieri ai margini della follia. ed infine, non disgustarti all'odore della mia solitudine ma ama tutto ciò come io l'ho amato ché è parte di me ed anche quando nutrirai la mia bocca di baci asciugando di carezze le mie ali essi faranno parte di me della mia rinascita e quando m' abbraccerai trova un po' di amore per ciò che abbandono mi ha fatto sopravvivere nell'attesa. LUI luce di meraviglia.. ricorderemo! tu il tuo morire il tuo rinascere la tua avventura io il perderti e ritrovarti che fu tortura Ma è di sole l'amore abbandona nel buio muschio, funghi e licheni ed in braccio alla vita ridammi la mia vita. LEI- Ora ricordo quale fu il veleno che m'uccise le tue lascrime l'hanno secreto lacrime che pretendono l' assoluto ed io incapace m'uccisi. Accettami ed io saprò accettarmi di luce e d'ombra e saranno mille soli ancora e ancora e saranno mille lune ma mai più buio e lacrime perché d'amor si ride al sole ma si consuma in penombra di quasi chiaro Con me è nato il sorriso e il pianto con me la forza e l'abbandono con me sono nate gemelle la luce e l'ombra che tu le veda entrambe ora prima che io ti baci ancora perché non saprò più staccarmi dalla bocca e non saprò smettere di adorare il tuo corpo e non vorrò più restarmi compagna fedele ed allora se non sentirò che m'ami di luce e d'ombra morirò per sempre del mio veleno più letale LUI a tanto la reclusione ti ha sottomessa che ricordi velenose le mie lacrime non loro non tu! ad ucciderti fu solo il destino e mi sferzò l'anima vederti soccombere d'amore irrancidito ma non mio non mio! Adesso che ti ho ritrovata titorna in te, a ciò che ti spetta non innaffiare di fiele il futuro sii ancora benedetta! LEI Sono dunque tanto folle? Sulla soglia a discutere formule pigreco perfetti quando sul tuo volto esasperato ritrovo ogni ruga del tempo che hai aspettato Sono demente allo stipite inchiodata mentre tu aspetti ancora ed in ogni tua parola è il mio futuro. Intanto si fa sera il mare si calma ora che il sole si intenerisce portami sulla scogliera aiutami nei pochi passi ancora fino al mare e sulla sabbia aspetta che io la baci perché sei tu in ogni granello. LUI vieni vicino a me e sentimi al mio fianco... più vicino dammi la tua pelle da toccare poche impronte sulla sabbia fino al mare e nell'acqua leggera chiudi agli occhi e sentimi dammi la tua voce sussurra il mio nome... LEI Orfeo sul mio viso Orfeo tra i capelli Orfeo nell'acqua mi stendi Orfeo affioro dalle tue mani Orfeo sui miei seni sul mio bruno pube. Apro gli occhi tra le prime stelle Orfeo sei il mio sorriso. LUI Amami ancora Euridice LEI Mordo morbida ma non divoro Il torace offerto sapido di mare m' avvinghio murena e succhio anziché ali ritrovo squame ché prima di farfalla fui sirena. LUi Quanto t'ho aspettato Euridice ti voglio lo senti? ti sto desiderado e mi trattengo troppo... e mi trattengo tu davanti ai miei occhi mi mordi mi tocchi voglio ancora bere il tuo piacere radice del mio. LEI Sei sempre tu? o sei cambiato? Le mie mani sapevano i percorsi da accarezzare la schiena da percorrere sa di tenerezze dimenticate. Sui tuoi fianchi m'arrotolo tu mi lasci fare delfina m'arrampico per morderti ancora mi chiamano le spalle con le mani cerco con le gambe m'avviluppo esplodo gioia puledra alla delizia del tuo lamento ... i denti son denti poi mi fermo... LUI SOLO RESPIRO LEI SOLO RESPIRO
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in chiave moderna e finalmente a lieto fine un mito dell'amore che non conoscevo e che mi ha coinvolto.

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Evaluna Sperber
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