Antica babilonia
Zeno Ferigo
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Questo era il nome della missione
dettato da poetica intuizione;
toccante il suo significato evocativo
e romantico sotto l’aspetto emotivo.
Anche se buone erano le intenzioni
non generali furono le accettazioni.
Di novembre era il dodici,
lo san bene i lor nemici,
che con assassina artiglieria
han spazzato via la magìa
che auspicava quella parola
rimasta come un nodo alla gola.
Diciannove furono le vite
che si sentirono tradite;
il vento di Nassiriya
se le è portate via.
Per portar pace erano andati
da mani assassine furon falciati.
Cominciato avevano a convivere
col deserto e la sua polvere;
nel loro cervello pensieri veleggiavano,
ma di sicuro non immaginavano...
e sangue... e carne dover impastare
con la polvere che iniziavano ad amare.
Correvano gli abitanti di Ddi-Qari
ma non su paralleli binari;
conoscevan delle armi il crepitìo
esaltando nella morte il loro Dio.
Frammenti di esistenze han restituito
ad un popolo che si è sentito ferito.
Si è sentìto ferito doppiamente
dall’infamia di certa gente
che neppure l’atroce morte
ha aperto del cuor le loro porte.
Slogan in corteo furon lanciati
e sui muri consegnati;
bocche stolte fecero stupire:
eran di chi doveva benedire.
Ma per loro sarà il buon Dio
che sveglierà il loro oblìo.
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L'autore
Zeno Ferigo
Sono nato a Rovigo e divido il mio tempo tra Verona (ove risiedo) e Tenerife (ove trascorro sei mesi all’anno). Sono laureato in giurisprudenza. Mi diletto di pittura e poesia. Ho pubblicato i seguenti libri di poesie: - La vita ti sorprende sempre (ed. Lulù); - Il Ponte (ed. Lulù); - Ricordi (ed. Lulù); - Parol
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