Declino perenne
giannini agostino
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Al tempo dei ranocchi,
svelti ed all'ertati,
sui cigli nei canali,
a crogiolarsi al sole.
Anguille serpi e gatti,
al solo avvicinarsi era,
all'arme generale,
chi con un balzo,
e chi strisciando,
salvavano la pelle.
Nei limpidi canali,
granchi sempre a caccia,
a mettere sotto i baffi,
cercavano dei resti,
scorie d'inquilini.
Ora tutto tace,
né fauna né flora,
ma orribili colori,
di plastica gettata.
L'acqua ora è limo,
misto come Nepal,
desolati e morti,
canali stagnanti.
ruscelli degradati,
a bidoni spazzatura,
cosi lamenta flora,
con la sorella fauna.
Attenti homo sapiens!
Attenti alla natura,
quando lei si stanca,
Comincia la bruttura.
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giannini agostino
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