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Sociale 25 maggio 2008 · lettura 1 min · 1633 letture

In arte sono un "Clochard"

Angela 964 poesie pubblicate
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Simil nell'anima io mi sento a carta straccia come un oggetto inutile che nessuno vuole bramoso di ricevere la sua carezza in faccia con sollievo accolgo un raggio di sole. Un seguitar di storie pien di sbagli aggravati anche da sfortuna e incuria mi hanno donato solo illusioni e abbagli a volte anche una esagerata furia. Ho anestetizzato con un po'di fantasia tante vecchie ferite e un nuovo gran dolore ma avrò sempre i sogni ed anche una poesia per far felice chi vorrà guardarmi nel cuore. Sto tutto il giorno sulla panca di un giardino ed ancor prima che sia buio e il sol tramonti preparo la mia busta di panini prendo il vino e me ne vado a passare la notte sotto i ponti. Chi mi considera un rifiuto della società mi chiama "barbone" ma in arte sono un "clochard".
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un uomo allo sbando un "barbone" cerca di combattere la tristezza con un po di romanticismo. Cerca il suo riscatto nel sogno di un amore e nel volersi definire un "clochard" come venivano chiamati in Francia coloro che erano senza fissa dimora per loro scelta e che spesso erano degli artisti falliti.

L'autore
Angela

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Commenti (4)

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Paolo Ursaia25 maggio 2008

Interessante, insolita poesia... la vita, vista dall'angolazione degli ultimi, di coloro che, volontariamente o meno, si sono messi alla periferia... molto piaciuta

Antonio Sammaritano25 maggio 2008

Stesura con richiamo ”antico” riportano la visione del clochard e del suo mistero. Personaggio affascinante che ha richiamato l'attenzione di parecchi compositori. Spero Angela mi consentirà una brevissima osservazione. Artisti clochard e non, falliti, non ne esistono a parte da un punto di vista economico. Ma a loro, Angela, di essere pingui e ricchi non importa nulla. Bella poesia.

P
Pennino25 maggio 2008

Bello stile nel fotografare una situazione particolare di vita quotidiana. Non sempre è facile parlare di un argomento cosi particolare, e cosi ”lontano” da noi con tal maestria.

P
Phersu25 maggio 2008

Staccarsi dai beni materiali per vivere di soli sè stessi, un po' come diceva Seneca nel ”bastare a sè stessi”, con qualche sogno, alcune poesie nel cuore scritte col ricordo di ieri e la speranza nel domani.