Forse regina di Saba
Oggi mi sono svegliata,
ho toccato il ventre,
dove una volta
tenero s'annidava
quel palpito innocente
che sotto il sole,
impietoso
si spense,
e l'ho trovato molle
di vizi
Povera, fra tuberi
e grani di sale
potevo ancora cercare
di vestire sulle braccia scarne
l'abito regale di una dignità
fatta di acerbo dolore
qui, ricca d'oggetti senza valore
mi sento senza più volto
senza calore
Esco per strada
cerco di respirare
e lì, mentre un urlo in singhiozzi
accordato
affiora come fosse un primo vagito
scorgo
uno sguardo di autentico amore
una vecchia, slabbrata da una durissima vita
da una tasca mi porge un fazzoletto liso
e sdrucito
lo porto alla guancia,
è bagnato
dall'amore che nel suo piccolo cuore
è fiorito
per chi, come me, ha sofferto, vissuto
e perduto.
©
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