Alla parata (Smarrita)
Atteso istante
coi figli sulle spalle
madre italiana.
Fremevo, tendevo il collo
a ricercare sogni di gloria
fra note, trotti eleganti
e potenti voci maschili.
L'occhio ancora asciutto
sperava nel sopraggiungere
di una lacrima e di un' emozione
Patria sulla lingua riarsa
Onore nel petto muto
Coraggio nei palmi sudati
Nulla...
Ho nascosto il viso
nel candore dell'abito della festa
della piccina
ho atteso che fra bagliori di luce trasversa
nelle pieghine della sua carne fatta livida dal freddo
pungente
si trovasse il grido di un popolo
fatto Persona
nei dolori, nelle gioie
di tutti e ciascuno
Silenzio...
Poi ogni cosa è tornata
finalmente confusa
divise mischiate,
guanti sfilati per strette di mano
come fiume in piena
fra pioggia, profumi e passi affrettati
defluendo ho scoperto
che l'Italia aveva appena iniziato
la sua vera Parata
quella che senza clamore
senza gente importante
porta alla Storia i valori più grandi:
famiglie che imparano, ragazzi che giocano,
anziani con il bastone e il gelato
che guardano il Colosseo cercando un randagio.
E' così che dal mio cuore è sgorgato
serenamente l'Inno più amato.
©
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