Ho ucciso un angelo
You Don’t Know Me
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il silenzio sceso come un peccato
ha dato voce alla vergogna
mano alla mano con il pianto
ha scalfito l'anima da dentro
occhi spilli conficcati in un sacchetto
hanno dipinto sul volto un ghigno
la mano ha accarezzato il cuore
graffiando come un ramo secco
ho ucciso un angelo...
con le parole che non ho detto
staccato le sue ali con un morso
è caduto incredulo del gesto
con lo stupore sulla faccia
l'ho deriso
umiliato
contenta di questo nuovo gioco
che mi rendeva folle... l'ho ucciso
è caduto ai miei piedi come un sacco
la risata scrosciava di getto
...mi hai ferito lo sapevi te l'ho detto
mi ero arresa
anche l'anima volevi
che strisciasse a terra senza più rispetto
ho alzato gli occhi al cielo incantata dal volo
mi son detta
io non voglio il tuo amore
maledetto
e la rabbia è sconfinata oltre il cielo
sorseggiando dal tuo calice veleno
ora infetta anche l'aria che respiro
non mi pento di aver spezzato il volo
tu hai udito prima il pianto...
poi ti ho ucciso
©
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (2)
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E
Exeunt4 giugno 2008
il silenzio della vittima che diventa carnefice scalfisce l'animo col suo stesso sentire strumento perverso è il calice inverso d'amore e di rabbia lui giace. trasuda vendetta e rancore, belle in alcuni salti che ne interrompoono la scorrevolezza e nell'incedere
N
Nicole Biffi4 giugno 2008
Molto belli questi versi, colmi di rabbia, scanditi da un ritmo violento e incalzante. Trovo molto belle alcune immagini. Piaciuta molto.
