Morire é un diritto?
Zeno Ferigo
173 poesie pubblicate
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L’uomo è essere razionale,
non immortale.
Sa che la sua vita
non è infinita
e che, prima o poi, finisce
in un modo che mai addolcisce.
Può trovarsi all’improvviso
proiettato, senza preavviso,
in una dimensione
che non ammette riparazione.
Ecco che allora
ogni nuova aurora
fa vedere la vita
senza una via di uscita.
Subentra lo stato di depressione
che conduce alla disperazione.
Non è escluso che di fronte ad una carezza
possa anche provare meno tristezza,
che ci sia una reazione positiva
che per un attimo lo spirito ravviva.
Nemmeno la religione
può risolvere la situazione.
Se subentra lo stato vegetativo,
allora, l’uomo si chiede “perché vivo? ”
Certo la medicina è finalizzata ad aiutare
anche chi non si potrà risvegliare,
ma quando il medico non lascia speranza
diventa più acuta anche la sofferenza;
e, se non può progredire la conoscenza,
nella psiche qualcos’altro avanza.
E’ la decisione di rinunciare a trattamenti
che provocherebbero solo prolungamenti
precari e penosi della vita,
come tale, non più gradita.
Se è giusto il diritto a non soffrire
deve essere riconosciuto anche quello di morire.
©
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L'autore
Zeno Ferigo
Sono nato a Rovigo e divido il mio tempo tra Verona (ove risiedo) e Tenerife (ove trascorro sei mesi all’anno). Sono laureato in giurisprudenza. Mi diletto di pittura e poesia. Ho pubblicato i seguenti libri di poesie: - La vita ti sorprende sempre (ed. Lulù); - Il Ponte (ed. Lulù); - Ricordi (ed. Lulù); - Parol
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