Notte d'Apollo
luna scura,
oceano nero,
quella notte ti sentivo
dolce odore di pino.
Quella notte, Apollo,
eri lì, giacevi con me.
il calore del tuo corpo,
la dolcezza dei tuoi gesti,
mi inebriavano di gioia.
io nel mio oceano,
mi sentivo cullare,
coccolare, amare..
Apollo.. e ancora tu,
sempre là per portarmi lontano.
arrivato il sole,
il mio dolce oceano
si è ghiacciato.
Apollo, solo una notte..
ma ogni notte tu ritorni!
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Commenti (2)
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T
Thomas14 giugno 2008
non male gli ultimi due versi... il resto è decisamente da rivedere :S
Enrico De Marzo15 giugno 2008
Bella, pare quasi un messaggio lanciato col pensiero! Nella seconda strofa leggo quasi un sottile erotismo, non fine a se stesso. Paragonare il cuore all'oceano non è forse pura poesia? La chiusa poi parla di sogni, desideri che l'animo brama. Piaciuta, prometti bene. personalmente avrei ”accorciato” delle parole per renderla più scorrevole, e usato il ”s'è” nella 5 strofa.
