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Amore 20 gennaio 2006 · lettura 3 min · 2596 letture

Tu che non puoi essere

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Greta 126 poesie pubblicate
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Tu mi sorridevi perchè sapevi, tu che eri tutto ma che non potevi essere niente tu che eri il mio desiderio irrealizzabile, e che ti facevi desiderar ancor di più. Non potevo averti ma quei pensieri arditi scivolavano in me come goccie di un lago incantato e lasciavano l'eco della loro presenza. Nell'oscurità della notte mi rifugiavo, per sfuggire i miei turbamenti. Mentre ogni giorno ti osservavo fantasticavo, eri una pagina rosa in un giornale di cronaca nera, eri tu che mi svegliavi ogni mattina, eri tu la mia gioia nel guardarmi allo specchio, nell'aprire l'armadio e nel mettermi un bel vestito. E quelle volte in cui i nostri sguardi si intrecciavano vedevo i tuoi pensieri unirsi ai miei nella stessa direzione e carpivo l'inutilità della mia scelta. Reprimevo la voglia di te e del tuo corpo e cercavo un ancora a cui appigliarmi per sfuggire il mare della passione. Mille volte e mille altre ancora tradisco il mio amore ripensando a te ma violenterei me stessa impedendoti di parlare in me. Quei tuoi occhi profondi sono impressi nei miei ricordi come gli occhi di un bimbo appena nato son fotografati negli occhi della madre, quegli abbracci rubati al tempo e quelle frasi da interpetrare sono il mio tormento. Mi manchi come non sai, amo l'illusione di te amo le tue parole fugaci i tuoi gesti ambigui, e odio la tua esistenza. Quanti dubbi hai creato, quante certezze hai ammaliato, quante scelte hai influenzato. Tu che rendevi magico ogni momento, e così vana la mia scelta.. Quando ti ho rivisto ho sentito la pelle che arrossiva al tuo stupore e mi son sentita impudica come se il mio desiderio di te fosse amore. Ho visto i suoi occhi bruciare di risentimento ed i miei di passione, avrei voluto che in quel momento il cielo e le nuvole si oscurassero e le persone sparissero, e sarei corsa tra le tue possenti braccia che mi solo una volta mi strinsero, ma che lasciarono il tuo tatto sulla mia pelle, sempre. Quando mi abbracciasti per non farmi andare da lui io mi divincolavo, ricordi? Tu mi tenesti e io provai quello che non avrei voluto provare, e dei pensieri che feci, ancora mi vergogno. Ci guardammo e io sentii quel bacio salire in noi poi pensai, ti abbracciai ed esclamai: per fortuna! Ma ora mi chiedo, e se avessi sbagliato?
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Commenti (1)

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C
Cucciola24 marzo 2006

Bellissima! MI pongo sovente anche io la stessa domanda, ma se fosse proprio questo il nostro errore? Non possiamo far altro che guardare al futuro (e presente) e lasciarci cullare da quello che di tenero c'è nei ricordi.