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Amore 15 giugno 2008 · lettura 1 min · 6556 letture

Aspirazioni che s'incamminano nell'infinito

Marco Canonico Baca8175 377 poesie pubblicate
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La mia fantasia sfocia nel tuo ventre, la lingua solletica il riposo del peccato, una calda emozione ha fiaccato l'irragiungibile. Ora sono una cometa e prego incessantemente, che sia tu la notte da squarciare.
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Ventre: la parte cava del corpo, dalle costole all'inguine, contenente lo stomaco e gli intestini; anche la parte esterna corrispondente. est. l'alvo materno àlvo : ventre materno dove si alimenta il feto. Credo d'aver risposto ad eventuali cattive interpretazioni della mia poesia, la quale, pur avendone molteplici, non è di certo fuori tema.

L'autore
Marco Canonico Baca8175

Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!

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Commenti (2)

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M
Massimo Chiusi15 giugno 2008

Bella poesia anche se per me è a sfondo erotico e quindi non giusta la collocazione e fuori tema...

M
Marina Como16 giugno 2008

Un linguaggio erotico che non per questo non possa rientrare nella categoria amore, anche se l'erotismo, dato dalla scelta dei vocaboli di parti del corpo, è predominante. Molto ben fatte le descrizioni introspettive. Bello il paragone della chiusa con l'immagine della ”cometa” nella ”notte”, soltanto, mi dà orrendamente fastidio, che il termine ”squarcia” pur usatissimo in poesia ad indicare la luce che penetra nelle tenebre, in questo caso viene accostato ad una donna, tra l'altro rimandando al ”ventre” (usatissimo anche in questo caso ma ad indicare un torbido assassinio) oppure ancora ad un animale da macello. Forse sono una donna troppo sensibile, ma ti assicuro che non riesco a sentirmi di aver incontrato la luce!