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Introspezione 16 giugno 2008 · lettura 1 min · 2148 letture

Maestro

B
Benedetta Cavazza Miciamalvina 655 poesie pubblicate
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Tremavano le gambe ormai invecchiate non più fatte quasi di rose e petali di gigli sotto un tutù leggero e vaporoso In una tuta nerastra e un po' sgualcita guardavo i gesti esperti dell'atleta cercando di imitarne la forza e la scioltezza Il cuore palpitava vergognoso perché le dita volevan una carezza e non forzare i fianchi ad una capriola Gli occhi abbassati a nascondere la rabbia per il tempo passato ad aspettare che la vita m'insegnasse a gioire e ridere la mente chiusa al dolore e all'amore Poi mi hai afferrata per farmi cadere e mentre il corpo toccava la terra come una foglia d'autunno un viale arrossato da uno struggente ed irripetibile tramonto lì, più in basso d'ogni altra persona ti ho veduto, maestro e con lo spirito traboccante di lacrime iridate da speranze ho capito cosa davvero mi hai insegnato.
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Durante la prima lezione di Judo... a volte bisogna cambiare prospettiva e vedere con nuovo occhi anche le cose più banali della vita

B
L'autore
Benedetta Cavazza Miciamalvina
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Commenti (2)

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Paolo Ursaia16 giugno 2008

Insolita, originale... profondissima poesia, che trasmette un messaggio condiviso. Molto piaciuta

A
Angelosilv16 giugno 2008

una bellissima e stupenda metafora presa da una esperienza nata dalla pratica sportiva. Mi ricorda la posizione del pubblicano e l'umiltà di cuore. Toccare la terra non vuol mdire sempre sconfitta... molto bella