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Riflessioni 16 giugno 2008 · lettura 1 min · 3074 letture

Uaaaarrrgh!

Marco Canonico Baca8175 377 poesie pubblicate
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Sono qui, in compagnia della tua assenza, sposata da troppi anni con la mia misantropia, tanto da stancare anche i monologhi del cielo; siamo così vicini da ricongiungere parole e pensieri? Ho rinfrescato nell'esitazione mani impazienti e fiere di conoscere seni e fianchi, lavato le parole dell'istinto in un profluvio di sciocchezze; sono annegate senza un lamento, ora so che la felicità è priva di suoni. Passeggio in un orologio schivando i fendenti del tempo, sequestro trascorso e domani, che ristagnino nell'imperturbabilità, che si fottano e mi diano un presente!
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L'autore
Marco Canonico Baca8175

Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!

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Commenti (5)

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Rasimaco16 giugno 2008

versi graffianti che lacerano come i fendenti del tempo in una analisi spietata di una vita, il poeta chiede alla vita di vivere il presente scevro da rimpianti e da preoccupazioni per il futuro... versi altamente ermetici, ma... apprezzati e belli

M
Marina Como16 giugno 2008

La poesia che non smentisce l'autore, sempre accorto nella scelta dei vocaboli che descrivono scene teatrali surreali ed introspettive. Una poesia impressionista dalle tinte forti che lascia al lettore le interpretazioni. La lontananza di lei, ma soprattutto da se stessi, giovani ed istintivi, morti ma non ancora sepolti nella speranza di vivere un presente meno artificioso. Uno spaccato dove il sogno è ben riposto nel presente. Stupendi versi nelle diverse chiavi di lettura lei-io istintivo-cielo ”siamo così vicini... ”. Ed il ”cielo” non è che un sottofondo ignorabile.

I
Ivano Caroselli16 giugno 2008

Nella presenza assente del presente cerco la vita. Molto piaciuta.

O
Osvaldo Spizzirri16 giugno 2008

spiace smentire, i miei autorevoli collegghi commentatori, di questa opera, (uaaaarrgh) rapsodia canto di una nazione di un tempo andato opera di ”Plutonio” uno dei maggiori fiosofi greci autore di stupende tragedie... il lancio di (batou) che sorprende ”Goda” il suo urlo ”Uaaaarrgh” leggere Platone per comprendere questi mirabili versi... la sola verità vero ermetismo storico...! Per pochi ma non per tutti...!

Una cascata di versi che trovo si discostino leggermente dallo stile di questo autore, una riflessione che sembra scaturire istintivamente, quasi in sordina, dal profondo, da una presa di coscienza sulle cause di insoddisfazione... fino a prorompere nel fragore di un urlo di ribellione, di determinazione... letta e riletta... molto apprezzata per fluidità e ricercatezza di immagini