728 lettori online · 355.231 poesie · 7.567 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Amicizia
Amicizia 18 giugno 2008 · lettura 2 min · 3055 letture

Ricordo di un amico

Zeno Ferigo 173 poesie pubblicate
+ Segui
La triste notizia della sua scomparsa mentre ero assai lontano è apparsa: malinconia e dolore han riempito il mio cuore, aggravate dal non poter presenziare, e, l’ultimo saluto, poter portare. E’ quello il momento in cui scordi il tempo: ti coglie un attimo di sospensione, come quando il vento cambia direzione. Un’antica amicizia mi onorava, una profonda stima mi legava; le sue penetranti osservazioni mancheranno, i suoi realistici giudizi più non ci saranno. Dell’uomo rimane non ciò che ha accumulato ma quello che nei cuori ha tramandato: costellato di equilibrio e forza morale fu il suo passaggio temporale. Valori che ha lasciato in eredità con ottimistica religiosità. Ovunque ha seminato ricordi di saggezza, e, sempre, con umana fermezza, come si getta il seme sulla terra per poi lasciarlo germogliar in serra. Anche del Ceriel gli abitanti han ricevuto consigli incoraggianti. In tutte le manifestazioni della vita, anche giocando a bocce una partita, era ben visibile il suo temperamento libero da frazioni di risentimento. Tra coloro che continuano a giocare ogni tanto il suo nome si sente evocare: la sua abilità nel “traversino” è rimasta profondamente vicino. Ultimamente la sua fisionomia manifestava una espressione non assente, ma lontana; il pensiero della malattia il volto segnava ed un solco nel suo cuore di certo scavava. Quel che la fisionomia poteva manifestare era la stanchezza, che lo pareva abbracciare e lo costringeva, a malincuore, ad abbandonare e, con un triste sorriso, a casa ritornare. Mi è di gran conforto il pensiero fermare su quella malattia che lo faceva dubitare; tristi, ma serene, eran le sue parole di speranza laminata, al Ceriel, di sole: “spero che Dio mi voglia accontentare ed alcuni anni poter qui ancor restare”. Non era la parola detta per formalità, ma il sentore della umana fragilità; ai voleri di Dio subordinata, da sentimenti di fede incoronata. Ed or che resta? Solo una cerimonia mesta: visitare la sua tomba, su cui posa di pace una colomba, ricordando che un uomo non muore finché resta di un amico nel cuore. Questo diceva Simenon nelle sue intime memorie, ed è una grande verità, non certo storie.
♥ 0 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Zeno Ferigo

Sono nato a Rovigo e divido il mio tempo tra Verona (ove risiedo) e Tenerife (ove trascorro sei mesi all’anno). Sono laureato in giurisprudenza. Mi diletto di pittura e poesia. Ho pubblicato i seguenti libri di poesie: - La vita ti sorprende sempre (ed. Lulù); - Il Ponte (ed. Lulù); - Ricordi (ed. Lulù); - Parol

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Berta Biagini18 giugno 2008

Ho ritrovato in questi versi sentimenti provati da quasi un anno che ancora sono dentro di me. Grande amarezza rimane dentro di noi quando siamo impossibilitati a dare l'ultimo saluto (nel mio caso) ad una grande amica.

Rosy Marchettini18 giugno 2008

poesia piena di dolci sfumature, di vere considerazioni. ” dell'uomo rimane... quello che nei cuori ha tramandato! questo è ciò che peso anch'io, si muore solo quando il proprio nome non verrà più pronunciato, quando ache se si è nell'al di là qualcuno ci sorride ancora pensando al nostro operato! veramente molto bella e tocante poesia, cmplimenti