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Amore 18 giugno 2008 · lettura 1 min · 4637 letture

Vènti di silenzio.

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Marina Como 178 poesie pubblicate
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Pensieri di vento come schiaffo della bora che ti sbatacchia lontano distanti, come le mani che oramai più non si sfiorano divisi da una gamba del tavolo passandosi aceto. Ed il sale testardamente a portata di entrambi, nel centro. Decade il sogno di essere esploratori di misteriose distanze tra il tuo e il mio pensiero che tendiamo all'infinito sconosciuti. Ed il sale da prendersi da soli svetta il miraggio d'insaporirsi il cuore. In assennati venti dipingi nella mente libri, in una scatola a scontrarsi fra di loro, e non escono più fuori qualche trasudo dal coperchio proprio dietro il palato corrode l'indifferenza delle corde vocali. Ed il sale, che resta a frugarti l'anima frustandola di iodio e di sole mentre piove nel bicchiere solo un altro goccio, di pura, limpida acqua di cristallo come l'idea di noi, che imperterriti continuiamo a intorbidirla con stupide ossessivamente contate gocce di limone.
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Marina Como
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Commenti (3)

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Paolo Ursaia18 giugno 2008

Malinconica, meravigliosa poesia... un amore, nonostante tutto, nonostante la cieca determinazione a distruggerlo. Struttura solida, versi eleganti. Molto piaciuta

E
Exeunt18 giugno 2008

”decade il sogno d'essere esploratori” una frase che basta a se stessa. la vita è esplorazione, decaduto il sogno, non rimane che apatia e tedio, distanza. c'è perdita di speranza totale... sconforto. bello l'accostamento alla tavola e al senso del gusto che viene a mancare. mi piace il simbolismo su cui si può giostrare.

Secondo il mio modesto parere, davvero alta poesia. Le immagini, le metafore, il lessico, tutto combacia e porta il lettore nello stupore. La strofa di congedo, secondo me è innaturalmente bella.