Baraccopoli
Si spegne la sera
Tra spiagge e miseria.
Baraccopoli affollate,
vuote di speranza.
Le fosse sono scavate
Ha inizio la mattanza,
verso notti depravate
Albeggia sulla morte,
ad oscurare l’umana magnificenza
Si alzano i cadaveri,
Vagano senza sorte.
Un altro giorno da vivere
Per forza, per inerzia e per patire.
Di là oltre il muro
il rumore del latte
scivola, lento nella tazza
Il cucchiaio tamburella.
Il giovane rampollo
Urla e grida:
“Questo latte non lo voglio! Non c’è zucchero, né caffè”
Di là oltre il muro
Un cadavere :
“Stronzo, non urlare, dallo a me”
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
P
Pennino19 giugno 2008
Un quadro reale di un problema sociale, ricco di descrizioni vive. Piaciuta.