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Sociale 18 giugno 2008 · lettura 1 min · 1014 letture

Baraccopoli

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Si spegne la sera Tra spiagge e miseria. Baraccopoli affollate, vuote di speranza. Le fosse sono scavate Ha inizio la mattanza, verso notti depravate Albeggia sulla morte, ad oscurare l’umana magnificenza Si alzano i cadaveri, Vagano senza sorte. Un altro giorno da vivere Per forza, per inerzia e per patire. Di là oltre il muro il rumore del latte scivola, lento nella tazza Il cucchiaio tamburella. Il giovane rampollo Urla e grida: “Questo latte non lo voglio! Non c’è zucchero, né caffè” Di là oltre il muro Un cadavere : “Stronzo, non urlare, dallo a me”
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Commenti (1)

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Pennino19 giugno 2008

Un quadro reale di un problema sociale, ricco di descrizioni vive. Piaciuta.