Grani di riso
B id ib am b ina, bi di bianco, bi di bimba... nick scaturito dall'esigenza di voltare pagina, espressività e riscatto di una visione candida della vita mai offuscata negli impervi passaggi, nonostante ferite profonde... Una parola che, se letta a ritroso, rivela la mia essenza, quella che spero i miei versi
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Ma se questa breve è così bella, perché nessuno l'ha commentata? Eppure non è (a mio modestissimo parere) di facilissima interpretazione, ma può anche darsi che io sia stupido. La prima strofa, inizia con la rincorsa dell'arcobaleno, dei colori, che si innalzano e inarcano nel cielo, con la conseguenza che l'autrice, data la bellezza del creato, cominci a credere in qualcosa di soprannaturale (inciampa nella ”r” d'un credo) , nella seconda strofa ammira un tramonto, ciò la riconduce a pensare al magnifico spettacolo di cui aveva goduto prima, ricorda la luce, ma delicatamente, come sussurri. Li riesuma, poiché il calar del sole porta via con sé ogni speranza di continuare a godere di quel miracolo. I grani di riso, son quel che resta dei sorrisi. WOW!
leggo ora questa poesia, davvero mirabile, bella, intensa. parte integrante del testo è il titolo, come ben dice anche marco. la trovo agrodolce, tra la riscoperta di un "credo" al quale appigliarsi, più che inciampare. sarà il credo di una religione, o il credo del proprio amore? della propria interiorità? apprezzata moltissimo.


