Il sacrificio della vergine
Stellaerratica
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Lenta sfili il crinale
dalla tua fulva chioma
mentre le ancelle del tempio
annodano i nastri colorati
che fasciano il tuo procace seno.
Ridono, le stolte,
ignare del sacrificio che alla divinità
ti sottopongono vili
mercanti di dottrina.
Schiava del passato
sollevi lo sguardo al carro
dell'eliaca divinità oracolare.
Vitrei gli occhi tuoi
nel cui verde la vita si specchia,
rigogliosa e famelica.
Ma il Fato non accorre:
cieco, la strada ha smarrito.
Un altro povero fiore
reciso tra le nubi svanisce.
©
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L'autore
Stellaerratica
Elisa G. è semplicemente la persona che dà voce alle elicubrazioni erratiche. Elisa è un torello sanguigno che scopre tardi la poesia, pur conoscendo l'immenso potere della lingua, soprattutto quella italiana che ama tantissimo. Per una sorta di pudore, non condivide i suoi versi fino a novembre 2007. E da lì l'amore
Commenti (2)
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Paolo Ursaia19 giugno 2008
Particolare. originale poesia, drammatica, in versi armoniosi, dal ritmo lento, adeguato alla storia raccontata. Piaciuta
Fippo219 giugno 2008
un tuffo nel passato... originale poesia.. un tema inconsueto e felicemente trattato da questa autrice che sempre stupisce...


