Pazzia d'amore
Zeno Ferigo
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Durante una serale passeggiata,
sollievo dopo una calda giornata,
in una comunale contrada
che al Ceriel conduce la strada,
incontrai un uomo mezzo spogliato,
in quanto solamente intabarrato.
E’ un fatto curioso e anche seccante,
ma è una circostanza costante,
come in provincia le voci vagano
e le storie si propagano.
Raccontavano le dicerie del paese
che si trattava di un uomo cortese,
che, per un amore non realizzato,
dalla pazzia era stato afferrato.
Poteva subitamente provocar terrore
o, perlomeno, un certo timore
l’apparire di quello strano viandante,
ma l’incontro fu subito rassicurante.
Al chiarore della luna, dei suoi occhi l’espressione
sembrò nascondere una tranquilla sensazione,
come quando nessuna esterna tensione
turba l’armonia della situazione.
Arrivò con passo leggero, quasi alato,
dalla sua inseparabile falce accompagnato;
e, senza titubanza dimostrare,
la sua storia d’amore principiò a raccontare.
“Doveva ancora sbocciare la sua giovinezza,
anche se evidente era già la sua bellezza,
quando è stata per la prima volta veduta,
ma rimpiango di non averla prima conosciuta.
Doveva ancora espandersi la sua vita,
ma non per questo si dimostrava smarrita.
In ogni sua libera uscita,
da molti era già seguita,
compreso chi, per gli incroci della vita,
non trovava una via di uscita.
Un sentimento di smarrimento,
unito ad un senso di sgomento,
creava nel mio cuore
non poter dichiararle amore.
Una atmosfera sentimentale
benigna, ma quasi surreale,
veniva cercata nei quotidiani comportamenti
senza urtare il rebus dei sentimenti.
Veniva al lavoro accompagnata,
e l’atmosfera pareva incantata;
in ogni luogo veniva invitata,
per attenuare una realtà sconsolata.
Ma come nella mia solitudine gioivo
e di profonde parole non mi sentivo privo,
quando la sua vicinanza era effettiva
un’onda di timidezza mi assaliva.
L’importante era comunque starle vicino
dimenticando il malvagio destino.
Nell’emozione di questa complessità
si mescolava un malinconico senso di felicità.
Mai apertamente si è avuta dichiarazione
e questo per eccessiva riflessione.
I timidi tentativi di manifestare
quello che il cuore faceva tormentare
mai sono stati accolti,
e, sempre, in altri discorsi avvolti
con una cortese indifferenza,
che dimostrava tatto e intelligenza.
Per mancanza di coraggio
e non recare ad altri oltraggio,
il desiderio di stringerla sempre fu celato
e solo in sogno si è realizzato.
Ora che uno stato di libertà ha acquistato
più coraggio dovrei aver trovato,
però, mi sembra da sciacallo or dichiarare
un amore che più cuori farebbe tormentare.
E così il travolgente sentimento,
che né il tempo né la lontananza
han diminuito nella sua costanza,
sarà ancora il mio tormento””.
Proprio in quel momento:
una porta, sbattuta dal vento,
ed un rombo di tuono;
il tempo non prometteva niente di buono.
Mi destai dal sogno e mi trovai nella realtà:
è stata solo immaginazione o era verità?
Fu un attimo di sospensione,
come quando il vento cambia direzione,
ed un velo di mistero
si insinuò nel mio pensiero.
©
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L'autore
Zeno Ferigo
Sono nato a Rovigo e divido il mio tempo tra Verona (ove risiedo) e Tenerife (ove trascorro sei mesi all’anno). Sono laureato in giurisprudenza. Mi diletto di pittura e poesia. Ho pubblicato i seguenti libri di poesie: - La vita ti sorprende sempre (ed. Lulù); - Il Ponte (ed. Lulù); - Ricordi (ed. Lulù); - Parol
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