L'amante del prete
Scioglievi le mie trecce
tirando il nastro rosa
Più che spogliarmi
aprivi alla luce
il palpito carminio
del mio seno
e sfioravi appena
la chiocciola di madreperla
morbida
dell'ombelico
Avevi fra le ciglia
sempre una lacrima
muta
Ella tremava
avvolta nel profumo atroce
del sacrilegio
e quasi a lavarti via il peccato
scivolava via
dal tuo viso al mio
Più dei tuoi baci tristi
sentivo quel calore
che voleva riparare
lo strazio che provavo
nel vedere l' Amore
che ti vibrava appena
nei palmi delle mani
come un nido
tradito dalla sete
di sentire invocato
il tuo nome, caro,
invece di quello del Signore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Silviana26 giugno 2008
versi si può dire 'vissuti' penso... scritta bene questa poesia...
Paolo Ursaia26 giugno 2008
Poesia difficile, ben scritta, elegante, che raggiunge il lettore, facendolo meditare... piaciuta
A
Angelosilv26 giugno 2008
Una poesia molto delicata sul quale è facile avere opposti reazioni; o facili moralismi che condannano tutto o falsi sentimentalismi che approvano tutto. Mi ha colpito l'immagine della lacrima, che richiama una accortezza nel guardare all'altro per cercare l'Altro. Sentimenti sinceri, ben esperessi. Veramente ...

