Pensieri di una mente folle (parte III)
Perche? Eppure un motivo ci deve pur essere, tutto vacilla intorno a me.
Il sole non sorge più, non voglio più ascoltare, nessuno ascolta me.
Tutti mi schiacciano, mi faccio schiacciare, eppure sono sempre in piedi.
Barcollo nelle mie notti senza fine.
Torno indietro, rifaccio tutto.
Tutti falsi, tutti pazzi.
Loro si che camminano verso uno smanioso successo.
Ricoperti da maschere, ricoperti da falsi sorrisi.
Guardami bene, guardami bene dentro, mangiami è sentirai il mio dolce sapore.
Ci siamo mia cara amica, siamo arrivati, bussa due volte senza paura, la mia dimora è calda e accogliente.
Troverai da mangiare, troverai da bere, troverai il piacere...
Vento accarezza le mie profonde ferite, riuscirai a curarle almeno tu?
Quando tutto finisce perché inizia la salita?
Mangio pietre, bevo veleno, vomito dolore.
A volte spero che madre natura mi accolga nella sua gelida terra.
Lasciatemi stare!
La notte cala con tutta la sua macabra tristezza, mi avvolge, mi stringe, mi rapisce.
Ho paura ma resto con lei la mia unica amica.
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Commenti (1)
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Jutta Ruhnke27 giugno 2008
Molto sentita la poesia. Non lascia spazio a scuse verso le persone che non capiscano. Bella raccolta breve di un grido verso la superficialità! L'ho letta con piacere perché anche io sento cosi.
