L'abbraccio del roseto
Nell'angolo più brutto del giardino
nel secolo scorso fu piantato
un roseto
Gialli i boccioli
i fiori dischiusi tramonti arancio
irradiano
i petali appassiti, sfiorando il suolo
lo tingono di crema e bianco
Amo fissarvi lo sguardo
quando l'anima sembra spezzarsi
sola e senza l'alito di una carezza
Le foglie d'un verde brillante
sembrano chiamarti
a dispetto delle spine,
ad un incontro intimo
Mia rosa, bella
che non t'arrendi allo squallore
di tetti sghembi
e tegole crinate
che m'accogli fra lacrime di rabbia
e di dispetto
o di debole desiderio d'un abbraccio
umano
umile mi tendi il tuo profumo
e danzi nel fremere di un pomeriggio
caldo e assolato
Tu sola, nel segreto di radici oscure
trattieni
ogni parola, ogni sussuro
ed il singhiozzo strozzato
del mio cuore disperato
e senza muovere nulla
m'avvolgi
nel misterioso anelito
che spinge i rami tuoi
ad intrecciare una culla
per ospitare il Cielo
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia27 giugno 2008
Poesia intima, profonda, vissuta in ogni verso... commuove, vibra di vita vera. Piaciuta
