Caino
non stessi morendo di paura,
ti racconterei
di come mi piacerebbe
che la mia vita
fosse come una canzone.
estati in sardegna da bambino,
gerani alla finestra,
amichetti che ti bussano alla finestra,
mattinate di pesca,
mamma che ti dice di metterti la crema,
papa' che ti fa l'occhiolino
e ti lascia trasgredire le regole,
bagni lunghi ore,
fantasie sottomarine, abissi degli oceani,
fantasticare di supereroi, divorando fumetti,
canzoni ascoltate col walkmen,
gite in barca e partite a carte.
gli spettacoli serali del villaggio turistico,
il club dei bambini,
i giochi in spiaggia,
la recita l ultimo giorno della settimana,
la ragazzina bionda di cui ti innamori.
Perso ogni idealismo,
per prendere l'oggi ed il piacere,
diventato finalmente
uno dei personaggi dei miei racconti,
quello che mi resta,
a ricordarmi che una volta ero un ragazzino d'oro,
e' la musica.
ed il santo protettore
della vita di chi e della morte di chi.
che vita miserabile
il giorno che questi sogni
si spegneranno e,
senza aver risparmiato alcuna energia per tornare a casa,
mi spegnero' solo nella selva.
o nella foresta di un club di musica elettronica.
nel momento n cui impari a scordarti delle tue azioni,
e di quello che lei fa per te,
che miserabile vita,
piccolo uomo,
”fatti non fummo per vivere come bruti”
spegniti senza lacrima alcuna
sotto luci fluorescenti
e bagni di feromoni
in un buio club elettronico nela provincia.
©
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