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Sociale 1 luglio 2008 · lettura 1 min · 2960 letture

L'uomo nero

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Massimo Chiusi 556 poesie pubblicate
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Sabbia calda sotto sandali consumati asciugamani, tappeti sacchi pieni e pesanti le spalle come un mulo mentre il vostro popolo esclama come piuma ”lavoro come un negro! ” ed invece io... lo sono. Ozio e fame in televisione specchio per le allodole nel campo dei mangiatori di esche. Al paese dei miei avi una volta eravam schiavi ora schiavi lo stesso di noi stessi nel paese dei balocchi ai vostri occhi tarocchi non quelli che vendiamo per mangiare semplicemete un piatto di grano. Vorrei il diritto del vivere del mangiare e sfamare la mia lontana famiglia persa nel ricordo d'un bacio nella corsa con il proprio bambino nella speranza di portarli a noi alla mia nuova comunità italiana. Piango il mondo non è paese non giudicatemi di molte pretese posso non mangiare posso non vedere chi m' ama posso far chilometri deserti di vendite senza successo... ...non posso accettare chi quando mi vede lavorare mi manda a sforzare il mio intestino dentro uno squallido cesso. Avete visto l'Uomo Nero cosa mai sarà successo...
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Mi è capitato molte volte di respingere con cattiveria una persona di colore che stava lavorando e allo stesso modo ho conosciuto molte persone di colore che mi hanno raccontato la loro vita quindi immedesimandomi io in un ragazzo di questi ho prodotto questi versi...

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L'autore
Massimo Chiusi

Sono nato a Latisana in provincia della mia bellissima città"Udine" esattamente il 18/01/1977. Della mia vita posso dire che ho vissuto da bambino coi nonni e la zia, poi breve ritorno a casa ed infine l’amore!!! Nell’agosto del 2008 sono diventato papà di Joshua e nel 2011 di Noah grazie alla loro madre Dalila con l

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Commenti (2)

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Rosy Marchettini1 luglio 2008

Poesia molto bella ed intensa. Amare considerazioni su realtà che viviamo noi tutti ogni giorno! Ho vissuto, per lavoro, in africa e conosco i problemi di questo continente! Bisognerebbe avere il coraggio di tirare fuori da noi stessi alcuni sentimenti che proviamo solo per coloro che fanno parte della nostra famiglia, ed alargarli anche a coloro che son nostri fratelli anche se il colore della loro pelle è diversa dal nostro! Abbiamo gli occhi chiusi e non vediamo che noi stessi! Poesia che incita a pensare ed ad analizzare noi stessi! Piaciutissima

Paolo Ursaia1 luglio 2008

Poesia intensa, realmente volta al sociale... mettersi ”dalla parte dell'ultimo”... letta con piacere