La scelta
Pervinca brillava
del torrente la veste
fra veli gelati
il remo
affondava
Sereno sentivo
il canto del fieno
ed ascoltavo
il bacio del vento
sui seni rocciosi
di una verde cascata
I miei figli adoravo
nel tepore di un cielo
che culla faceva
ai loro occhi sgranati
Ma d'improvviso
siamo affondati
un algido braccio
ci ha separati
sentivo il bambino
gridare ferito:
salvala amore
mio padre ti prego
Ma il cuore diviso
non ha più obbedito
a quella preghiera
d'angelico onore
ho steso la mano
a trarre alla riva
il figlio più amato
Ora giaccio sfinito
fra la colpa ed i sogni
ed invoco l'oblio
fra le trecce dorate
di chi senza odio
con strazio e dolore
al fiume ho immolato
©
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Commenti (2)
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Rosy Marchettini3 luglio 2008
versi stupendi che vorrei che quel povero padre ”sfinito fra colpa ed i sogni... invoca l'oblio... ” gli sarebbero di conforto! veramente molto bella questa poesia! piaciutissimaaa!!
Paolo Ursaia3 luglio 2008
Realismo, triste, ben esplorato... poesia vera, realmente ”sociale” Molto piaciuta

