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Introspezione 7 luglio 2008 · lettura 2 min · 1021 letture

Non ci sono più gli dèi

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Aleph82 23 poesie pubblicate
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Non ci sono più gli Dèi, non è rimasto più niente da dire. Eravamo proprio sul punto di Essere, peccato. Attratti dallo stesso Caos che rifuggiamo Ci troviamo ormai in un punto qualsiasi della spirale Equidistante da ogni altro punto Sempre più vortice e sempre più in fondo Polvere alzata dalle correnti d’afa. Scappando abbiamo raggiunto ciò che aborrivamo. Eravamo quasi perfetti, verso i 16 anni. Avevamo quel po’ di saggezza che è il disperarsi di non conoscere Eravamo comunque felici dei nostri limiti Il che non ci impediva di anelare l’assurdo Per ottenere l’impossibile. Adesso siamo in rivolta Rabbia operaio-studentesca in cerca di mediocrità borghese O almeno di un ideale. Ragazzi e ragazze Vestiti leggeri, gambe nude incrociate Poesia di vini in soliloquio cerebrale Niente da dire e troppo da mostrare Felici della propria morte mentale Meglio nichilisti, meglio la Distruzione fine a se stessa, che se non altro è sinceramente e rigorosamente inutile. E io che scrivo e vi disprezzo, sono mai riuscito a vedere? O sono essenzialmente un vile? Ho cercato di fuggire dall’autocommiserazione Per trovare la strada che porta a? Devo trovare una destinazione o vagare? Il segreto è andare da A a B, cercando di tralasciare i punti intermedi Ma forse nessuno ha mai saputo dove va (Il che mi riporta a pensare che) Ogni cosa è vanità. Troppe cose troppo grandi io desidero: mi basti l’Essere e il Presente, per poi sperare che, se non altro, non ci sia più niente.
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Commenti (1)

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Francesco Mariani7 luglio 2008

Originalissima composizione sulla disillusione verso la vita e l'essere speciali, un lessico impeccabile e una forma più che apprezzabile. Davvero una poesia affascinante.