Non ci sono più gli dèi
Non ci sono più gli Dèi,
non è rimasto più niente da dire.
Eravamo proprio sul punto di Essere,
peccato.
Attratti dallo stesso Caos che rifuggiamo
Ci troviamo ormai in un punto qualsiasi della spirale
Equidistante da ogni altro punto
Sempre più vortice e sempre più in fondo
Polvere alzata dalle correnti d’afa.
Scappando abbiamo raggiunto ciò che aborrivamo.
Eravamo quasi perfetti, verso i 16 anni.
Avevamo quel po’ di saggezza che è il disperarsi di non conoscere
Eravamo comunque felici dei nostri limiti
Il che non ci impediva di anelare l’assurdo
Per ottenere l’impossibile.
Adesso siamo in rivolta
Rabbia operaio-studentesca in cerca di mediocrità borghese
O almeno di un ideale.
Ragazzi e ragazze
Vestiti leggeri, gambe nude incrociate
Poesia di vini in soliloquio cerebrale
Niente da dire e troppo da mostrare
Felici della propria morte mentale
Meglio nichilisti, meglio la Distruzione fine a se stessa,
che se non altro è sinceramente e rigorosamente inutile.
E io che scrivo e vi disprezzo,
sono mai riuscito a vedere?
O sono essenzialmente un vile?
Ho cercato di fuggire dall’autocommiserazione
Per trovare la strada che porta a?
Devo trovare una destinazione o vagare?
Il segreto è andare da A a B,
cercando di tralasciare i punti intermedi
Ma forse nessuno ha mai saputo dove va
(Il che mi riporta a pensare che)
Ogni cosa è vanità.
Troppe cose troppo grandi io desidero:
mi basti l’Essere e il Presente,
per poi sperare che, se non altro,
non ci sia più niente.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
F
Francesco Mariani7 luglio 2008
Originalissima composizione sulla disillusione verso la vita e l'essere speciali, un lessico impeccabile e una forma più che apprezzabile. Davvero una poesia affascinante.