Vuoti a perdere
Il gatto sinuoso tra i cumuli di spazzatura
si muove aristocratico nella discarica
sotto un cielo di amianto,
la nobiltà felina rifiuta il rifiuto.
Due cani, pelo rado della malattia
e occhi grandi della fame,
randagiano in cerca del pasto per la giornata.
Scarti anche loro,
accatastati su una statale e
sfuggiti all’abominio del canile.
C’è una vecchia alla finestra
dalle tendine con le ciliegie rosse;
ha la bellezza antica di chi ha visto tanto.
I capelli raccolti in un acconciatura mesta,
una collana di perle al collo
indossata già di primo mattino,
il lusso di sprecare il tempo è dei giovani.
Dalla sua casa
l’odore delle zucchine fritte pronte da un’ora,
forse il figlio passerà in pausa pranzo.
Una bimba è assonnata nella macchina della mamma,
ha tre anni e la vertigine dell’asilo,
giochi e attività ed esperienze,
costruttive formative interattive,
sport per il fisico, inglese per il futuro..
così si convincono le mamme ad ore,
abbrutite dalla logica e atrofizzate nelle emozioni.
Il viso incollato sul finestrino,
lo sguardo si perde in quel carnevale di colori,
sacchetti, bottiglie, lattine,
bucce di banana, tre ombrelli,
una sdraio rossa, una blu,
spuntano delle scarpe da ginnastica
da un vecchio zaino,
giornali consunti da mani e da occhi.
Tentativi goffi di sgombero
dei lavoratori a progetto,
dipendenti temporanei
di aziende temporanee
che tamponano temporaneamente.
Temporaneamente il sole.
I raggi violentano le nuvole
e azzurro diventa il colore della speranza.
©
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