Fissando il centro del vuoto

In sguardi intagliati,
fissando il centro del vuoto.
In fogli acròcoro stropicciati
da penne scalfitte,
qui appare l'IO
prigioniero in sol
colloquiare per sè,
e,
impertubabile il cuore,
subisce
logoro il tempo
delle, sue oscure paure.
In nuovi peccati
e arditi disegni,
ci gioca la mente.
per vie afelie
tiranne e vili,
subisce l'urlo
lontano dei sogni
fà a
murar le speranze
del nostro universo
agonico, ma,
sordo d'emozione e
sordido di menzogne
dipinte sol,
di parole colorate
a matite pastello.
Ma presto si và
in venial vita,
che tutto perdona
e la memoria è
breve e i battiti d'amor
han vita di variopinta
farfalla,
con sempre
identiche parole dell'illusione
d'amore, vestite,
dove trasparenti son scritte
le parole che
vestite da bianca vestale,
spingono i poeti a descrivere i
palpiti dell'estasi del cuore
e non sol mere di parole
©
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L'autore
Audelà Des Rêves
A te mano misteriosa che disegni l'’universo e disponi gl’astri con divina sapienza. Allla cieca volontà che pervade tutte le cose nello spazio e nel tempo senza fine... senza un fine. Alla natura ch'’è l'’abito della divinità. Ed al il ritmo perfetto degli’orologi che scandiscono il
Commenti (1)
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Antonio Sammaritano17 luglio 2008
stesura elegante dal suo incipit sino alla chiusa. Linguaggio forbito, d'altri tempi direi; ma tutto sommato sempre attuale.
