Forme
E neanche
un cazzo di buco nell'ozono
delle resistenze
per ustionarmi.
Alitato
ho altocumoli sparsi dal vento
a sovrastare
i nostri sfondi
continuiamo
a impanarci d'oro ubriachi
di terra d'asporto
eludendoci.
E' graffiante
sentire umiliato il tuo contatto...
...ma quel tuo sorriso
è fresca onda.
E le braccia
d'acqua che fan poltiglia di crosta
e lembi di pelle
son schiusi al sole.
E' calore
di tramonto il dolce tepore
mio rosso di derma
che brucia al tuo.
Ondeggiano
due stelle nel cavallone mentre
principe fà suo
il castello.
Nella rena
liquefatta la resa si adagia.
Peso d'ossigeno
perfora i sensi.
©
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Commenti (3)
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A
Angeloantico21 luglio 2008
... davvero accattivante questa poesia, belli ed inusuali versi che intrigano e piacevolmente stupiscono fino alla fine, unica eccezione che sembra stonare con il resto è il rafforzativo, usato nella prima strofa, per il buco nell'ozono.
Carolina Villani Bidibambina21 luglio 2008
Bella e originale, graffiante per l'impetuosità dei versi introduttivi, cattura e poi trasporta, con dolcezza in un mondo di fiaba, dove la fantasia colora di rosso sogni ed emozioni.
A
Anima122 marzo 2009
Bella, molto con- temporanea, accantivante e dir poco, forte di ummagini nella prima strofa, per poi entrare in modo fiabesco .Apprezzata
