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Morte 21 luglio 2008 · lettura 1 min · 1058 letture

Una rinuncia, una supplica e la norma.

Marco Canonico Baca8175 377 poesie pubblicate
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Cavo, cieco e schiacciato percorro mutazioni informi nell'aria, che placca fievolmente la corsa, per ritrovar suolo. Giungo sbadatamente a te, accosta le mani curve e culla un tuo assenso. La terra è onnivora; dopo resto in un armadio.
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L'autore
Marco Canonico Baca8175

Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!

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Commenti (3)

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Antonio Cortazzo21 luglio 2008

Ti leggo sempre volentieri e con attenzione, le tue poesie hanno degli sprazzi di pura genialità molto piaciuta

Frammento21 luglio 2008

.. la terra.. onnivora.. è viva.. pur portando con se.. gli uomini.. che della morte hanno la catena.. ma il dopo.. è un poi che non ci tocca.. Bellissima

Una richiesta accorata, quasi una supplica, fatta da un'anima ferita, per essere raccolta prima che tocchi il suolo... la immagino come una foglia che si è staccata dal ramo, o una pagina di vita accartocciata e gettata via, sospinta dal vento verso una terra che la inghiottirà tramutandola in terra... ma nel tragitto c'è una speranza...