Un'altro giorno, un'altro buco
Danilo Lambiase
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apro gli occhi
al mattino
ma non c'e'
luce per me,
nel buio
della mia stanza,
senza nemmeno
guardare apro il
comodino
prendo la siringa
ormai mia unica compagna di vita,
ho freddo, tremo
invano cerco d'alzarmi
ma il mio corpo
non risponde hai comandi
il mio cervello e' scollegato
sono un drogato
ho perso l'anima
ho perso la direzione
la mia vita e' spazzatura su di un cammino
che mi portera' ad una morte prematura
ma c'e' tempo per morire
adesso e' tempo di partire
ho bisogno di una dose
ho bisogno di volare tra le stelle
voglio sentire l'ago entrare nella
mia pelle.
so che sbaglio
ma ne ho bisogno,
la realta' e' una rovina
e per sfuggirne ho bisogno
dell' eroina
so di essere vigliacco
ma ormai
il pacco e' fatto
l'astinenza mi toglie il fiato
non riesco a
stare in questo stato
devo affrontare il mondo
che per me non e' piu' rotondo
ma e' una salita infinita
questa e' la mia vita
un girotondo
in salita sempre in affanno
tra siringhe lacci e
fango
la mia colazione?
un sorso di metadone
non c'e' scampo per quelli come me
un'altro giorno, un 'altro buco
in cammino verso un destino
solitario e cupo
©
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L'autore
Danilo Lambiase
la storia che state per leggere e’ un racconto molto personale, vi sto per raccontare il giorno del mio funerale , ricordo chiaramente il ronzio della gente il profumo dei fiori e tutti quei non rumori, ricordo che osservavo dall’alto seduto su di una nuvola il volto in lacrime di mia madre
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