Depresso
Come un bimbo stranito
non sà più quel che vuole
e non riesce a dormire
-ché potresti sognare-
né a stare sveglio
-dove è andata la vita? -
Ma non sei più un bambino.
Né piangi.
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Commenti (5)
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Marco Canonico Baca817525 luglio 2008
una descrizione della depressione abbastanza accurata, tanto da far vivere l'angoscia che si prova in quei periodi. Questo vuol dire essere poeta. Molto affascinato dai tuoi versi.
Antonio Biancolillo25 luglio 2008
Non piangi e cammini con occhi fermi di vuoto davanti - non ti accorgi di nessuna bellezza che è lì anche per te - non senti l'aria che ti avvolge accarezzandoti. Quanti si possono ritrovare, forse troppi...
Paolo Ursaia25 luglio 2008
Breve, intensissima... versi armoniosi e lineari, che creano il senso della stralunata morte dell'anima che è la depressione. Piaciuta
S
Sabrina Balbinetti25 luglio 2008
Ha sapientemente reso l'idea sulla malattia con pochi versi che denunciano la rassegnazione di chi è vicino
P
Plasson6 agosto 2008
racchiude in poche righe la tristezza e la falsità di questa malattia che ti ruba la vita. Molto bella e sentita!


