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Sociale 26 luglio 2008 · lettura 1 min · 1723 letture

La strage (perché?)

B
Benedetta Cavazza Miciamalvina 655 poesie pubblicate
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Ogni mattina allo specchio lo stesso sguardo molle ho fatica nel petto e tristezza Esco, fra i loro ghigni e la loro indifferenza quando il giorno è buono Come avvoltoi dilaniano il mio viso timido per saziare la loro sete di sentirsi forti migliori Ho versato al suolo inaridito tutti, tutti i singhiozzi più laceranti del petto gracile ed ora solo l'urlo v'abita Un grido di morte. Ho vestito l'anima con l'armi della mente ma non è servito oggi indosso il mitra e vado, là.. dove sciamano felici ignorando lo strazio del mio cuore che chiede che supplica un vero sorriso Annienterò il loro futuro perché nella foto dei loro ricordi più belli il mio viso non c'è e perché domani chi resta neppure capirà il perché l' ho fatto...
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Cosa spinge persone definite miti ad uccidere entrando in licei o supermercati? Forse è l'ultimo gesto di disperazione e rabbia verso una 'società' distratta che predilige i forti... schiacciando coloro che pur meno brillanti ed efficienti avrebbero amore e tenerezza da dare... e speranza di riceverne...

B
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Benedetta Cavazza Miciamalvina
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Commenti (2)

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M
Marina Como26 luglio 2008

ben descritta l'introspezione di chi si sente emarginato, e la crescita della sua idea di vendetta verso gli altri. Stupendi gli ultimi versi che racchiudono e spiegano in maniera originale.

Paolo Ursaia27 luglio 2008

Profonda, psicologica lirica... difficile il tema, svolto con impegno e sensibilità. Versi lineari, molto piaciuti