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Introspezione 29 luglio 2008 · lettura 1 min · 1444 letture

a corde pizzicate

Cettina Caliò 28 poesie pubblicate
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nelle nude sere strette di mozziconi e nuvole basse quando manca un sorso di rosso secco un sorso di te e le braccia ossute della notte sono un rifugio nemico dilago informe sopra un foglio inerme faccio i conti con il boccone villano che strangola il passo all'aria mentre a capo chino snocciolo i giorni come i grani di un rosario cianciato non ancora farfalla in primavera fluttuo ma foglia d'autunno...
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poesia edita nella raccolta L'affanno dei verbi servili. Bastogi 2005

L'autore
Cettina Caliò

sono nata in un giorno di primavera e ci sto provando. scrivo perché mi aiuta a respirare meglio. amo la poesia perché la poesia non toglie. la poesia aggiunge.

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Commenti (3)

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S
Sabrina Balbinetti29 luglio 2008

quanta sofferenza nella quotidiana mancanza dei pezzi di un puzzle chiamato esistenza... bellissima!

Mario Bugli29 luglio 2008

Il disagio della vita o il mestiere di vivere come diceva Pavese... in questi versi di cruda realtà... versi diretti ed essenziali... di forte impatto emotivo che l'autrice tratteggia con vera maestria!

Zima29 luglio 2008

molto piaciuta nelle immagini, nelle corde pizzicate della malinconia tipica della sera, quando luci basse al tramonto ci inducono alla riflessione, ci fanno avvertire la mancanza. così una preghiera si leva, nella speranza. una speranza che si tramuta, negli ultimi versi, in amara consapevolezza: non potrò essere farfalla, sarò foglia secca, d'autunno... viverberi ungarettiani... unico appunto: pur non amando la punteggiatura, credo che in questo testo occorra per stabilire dove finisce il primo periodo, o forse una riorganizzazione dei versi, magari più lunghi e divisi in strofe.