a corde pizzicate
sono nata in un giorno di primavera e ci sto provando. scrivo perché mi aiuta a respirare meglio. amo la poesia perché la poesia non toglie. la poesia aggiunge.
Commenti (3)
quanta sofferenza nella quotidiana mancanza dei pezzi di un puzzle chiamato esistenza... bellissima!
Il disagio della vita o il mestiere di vivere come diceva Pavese... in questi versi di cruda realtà... versi diretti ed essenziali... di forte impatto emotivo che l'autrice tratteggia con vera maestria!
molto piaciuta nelle immagini, nelle corde pizzicate della malinconia tipica della sera, quando luci basse al tramonto ci inducono alla riflessione, ci fanno avvertire la mancanza. così una preghiera si leva, nella speranza. una speranza che si tramuta, negli ultimi versi, in amara consapevolezza: non potrò essere farfalla, sarò foglia secca, d'autunno... viverberi ungarettiani... unico appunto: pur non amando la punteggiatura, credo che in questo testo occorra per stabilire dove finisce il primo periodo, o forse una riorganizzazione dei versi, magari più lunghi e divisi in strofe.


