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Famiglia 4 agosto 2008 · lettura 1 min · 3559 letture

Ricordi di un'estate

Maria Gabriella Trevisan 98 poesie pubblicate
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Una casa immersa nel verde che nessuno trova se non conosce la strada. Un filar di pioppi alti fino al cielo a riparar dal caldo e dal gelo. Vicino, il fiume scorre lento nel suo letto protetto da argini, di erba e fiori rivestiti. Noi bambini ritrovati d'estate a correre in mezzo ai prati, scalzi, fino al tramontar del sole. La facciata della casa, da un vecchio glicine rivestita, aveva a lato dell'uscio un sedile di pietra. Il nonno dopo la giornata di duro lavoro sedea a raccontar a noi, attenti bambini, storie di guerra in passato vissute. Lo sguardo perso nei ricordi mentre mani stanche arrotolavano una sigaretta. In cielo garrivan le rondini, tra le travi del tedon un nido, quattro rondinotti col becco spalancato aspettavan la cena. Intanto il sole lentamente calava dentro il fiume.
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(Tedon: Ricovero per attrezzi nella campagna veneta) .

L'autore
Maria Gabriella Trevisan

Cosa posso dire di me, mi vedo come in uno specchio frantumato dal tempo, attimo dopo attimo la mia mente ha fotografato la storia del passato. Apro i cassetti della memoria e in versi racconto ciò che la vita mi ha riservato. La mia anima metto a nudo e nei perchè cerco risposte per dare luce alle ombre.

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Commenti (6)

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Rosy Marchettini4 agosto 2008

poesia molto bellla! Descrizione accurata di quella casa che se non si conosce la strada non si trova; di quei bmbi che scalzi corron e alla sera ascoltano il nonno a bocca aperta e gli occhioni spalancati! Bellissime immagini! Piaciutissima anche perché nata dal cuore e non scopiazzata su internet! !!

I
Ivano Caroselli4 agosto 2008

Una bella immagine ricorda il sapore lasciato trascorrere dal tempo. piaciuta.

I
Iris30 settembre 2008

a piedi scalzi... quanti ricordi mi riportano alla mente questi tuoi delicatissimi versi. Ricordi teneri di una infanzia felice, altro e pur simile il mio ambiente perché emozioni condivise, i miei figli, non capirebbero quanto era bello inventare giochi con i sassolini e fare bambole di pezza e fango, ascoltare le fiabe stupende di una nonna che non sapeva ne leggere ne scrivere ma che rapiva il mio cuore di bambina... grazie

Antonio Biancolillo30 settembre 2008

Una strada che porta a questa casa con il percorso dei ricordi... Veramente bella

C
Claudio Pucci30 settembre 2008

le tue parole sono cresciute nei miei occhi... oggi vivo in un altro mondo... purtroppo... ma se scappo, torno li...

Berta Biagini11 novembre 2008

Sembrerebbe quasi una casa fatta appposta per le bambole - tanto minuziosamente sono descritte quelle piccolezze che ci hanno fatto compagnia nell'infanzia. Veramente molto sentita.