Nel rifulgere mesto
Come Cenerentola
le scarpe d'argento in mano
rientro
Cena speciale
lume di candela, amiche antiche
strana indefinibile tristezza
così mi siedo, sul dondolo
le gambe si muovono nel buio
cercando una strada che mi svesta
dalla malinconia
Ti vedo, Luna
stai lì come nascesti, bella
il primo giorno del Creato
ti invidio, Astro
che quieto osservi tanto le stelle
che più ardite cadono
tanto i monti di questa ferita terra
che sfrontati svettano
Eri presente mentre l'ardore del mio primo bacio
m'avvolgeva l'anima
e quando il pianto per ingiuste morti
squassava in pieno i seni acerbi
Come adesso spargevi once leggere
di fiammelle vibranti
che fredde aleggiavano per i prati tranquilli
e sui visi riversi
a guardare il Mistero
di un cerchio perfetto,
che dopo l'amplesso con la curva più dolce
di una collina lontana
trovasse riposo nel rifulgere mesto.
©
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