Sperare
Antonio Biancolillo
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Un pianto di esile donna
d'improvviso abbandono
corre
come gazzella impaurita
tra gente che non esiste,
tra colori vivaci
di strade illuminate
ma grigie e spente
ai suoi occhi.
Scappa,
scappa con la mente
che guarda indietro
sperando
e si ferma girandosi
mentre alza gli occhi,
pesanti di lacrime,
sperando.
Lo vede
che cerca con gli occhi di affanno,
è lì,
tra gente che lo attraversa.
Sperava, la gazzella,
di farsi rincorrere.
Mentre le sue lacrime,
ora,
un mare incontenibile di felicità,
ora,
che non spera più.
È nel suo abbraccio.
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L'autore
Antonio Biancolillo
Commenti (2)
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Berta Biagini13 agosto 2008
Molto significative quelle lacrime che scorrono con una chiusa che invita alla speranza.
Josy13 agosto 2008
Ben scritta e davvero piaciuta, bella l'apertura alla speranza nella chiusa.


