La crisi del tessile
È qui
Il caldo apolide dei tuoi sogni
Senza strada né traccia
Senza più seta da filare.
Hanno sete lì in quello spazio
Dove il mistero sposa l’orgasmo
E fiotti di cuore aprono poesie
E rancori
E odi
E fraterni rossori si stemperano sui visi
Mentre calde e sgorganti montano le vesti.
Privi dei cinque sensi
Ossi di agnosticismo dispersi in forma varia
E un abbraccio a cinger segreti
E terre recintate
Cavalli
Steccati da saltare
Anfratti nascosti
Ossa di cadaveri fossilizzati
E polvere
E seta
E sete.
È qui.
Forse non più distante di venti passi
Di venti dita
Di un solo spazio inquantificabile
Il dolce e l’amaro di un sogno posseduto
Nell’atto erotico di un pensiero
E l’erezione dell’anima
Maestosa e possente
Virgulto d’esaltazione. E sete
E fame
E acqua da bere
Il fiume straripato incespica nel mare
Aperto, come un sogno da scrivere
E seta da filare. Rumori di telai
Ancora attivi
Negli scantinati dell’anima
Tessono
Trame
Trine
Orditi
Per un sogno finito
Appena cominciato
Come un fiume
Nel mare
Immenso
Eterno
Cappotto per l’inverno
Costume dell’estate.
©
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