Memorie di viventi
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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"Ombre scomposte s'agitano nella otte cercando soffi di vita..." Quante volte pensiamo a coloro che ci hanno precedetuto per capirne i pesieri, per spiegarsi le loro scelte, per comprendere il vissuto! Bellissima poesia e splendida riflessione, molto piaciuta ed apprezzata!
E' durante la notte che spesso riusciamo a vedere come una finestra aperta momenti di vita ormai alle spalle e che vorremmo nuovamente vivere per confrontarci e magari rinnovare sensazioni che con il tempo ci hanno abbandonato.
La notte, quando la guardia è abbassata, ecco apparire i visi di persone del passato che durante il giorno riteniamo di aver accantonato, ma che riemergono prepontemente perché fanno parte di noi. Condivisa e piaciuta.
la notte apre i confini e la realtà dilaga, magici momenti che ci riavvicinano al prossimo e a chi non si può più ascoltare nelle ore coscienti e nella luce del giorno quando tutto ci richiama al razionale. ma i volti e le voci che per noi hanno contato sono lì, presenti, finché noi li sentiamo. molto piaciuta.
...Di loro resta polvere di desiderio... Tanta tristezza per ciò chi si è perso, ma, il ricordo rimane vivo e ci dà forza. La trovo bellissima!



