Il mio padrone
Il mio padrone è basso ed arrogante.
Compare all’improvviso e senza alcun preavviso vuol fare il comandante.
I pesci nella vasca?
Non sono lindi e pinti
Un giorno, te lo giuro, li butto giù dal muro.
Poi prende la ramazza e spazza la terrazza.
La scopa salta e ruota mentre lui fantastica di aver la casa vuota.
Il mio padrone è basso ed arrogante.
Il tono suo di voce è calmo e un po’ gracchiante.
Parla lentamente, spesso di se stesso.
Ma ormai ho capito: dice sempre lo stesso.
Si ripete con piacere, le parole sceglie
Ma spesso si confonde e col minor dei mali
Sceglie le vocali.
Mi cerco un’altra casa- son pronte le valigie.
Ma questa volta voglio
Che il nuovo proprietario, simpatico e alla mano ...
...sia un ergastolano.
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Commenti (1)
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mp47pasquino24 agosto 2008
Poesia di piacevole lettura scivola via senza strafare ma pur sempre simpatica.
