Un errore
Passavo per caso una fredda sera
d'avanti ad un bidone d'immondizia
gemir sentì che un gattino pareva era
pensai: lo salvo e crepi l'avarizia
Scioccato apro il cassonetto
e un nascituro in mezzo al rame
piccolo e nudo sembrava in un letto
piangeva dal freddo e dalla fame
Mi rivolgo a te madre snaturata
che centra questa creatura innocente
il frutto di una notte forse sbagliata
che ti ha reso muta e il dolore non sente
Non so come sei arrivata a questo
se per sbaglio o per un cinguantino
magari ti aspettavi il resto
invece è arrivato lui: il tuo bambino
Vieni piccolo mio andiamo
ti porto in un luogo sicuro
tante mamme li ci siamo
per il tuo cuoricino puro.
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Commenti (1)
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Rosy Marchettini26 agosto 2008
Bellissima poesia, ed accusa a quelle donne incapaci di tenere il proprio figlio e incapaci di portarlo i un istituto e darlo in adozione! Prima si lasciava sul sagrato della Chiesa, adesso si buttano nei secchi dell'immondizia! E' meglio un aborto che un misfatto molto ma molto più grande! Versi che rapiscono il lettore e lo incantano! Piaciutissima, !
