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Introspezione 7 febbraio 2006 · lettura 3 min · 836 letture

Chiocciola

Mg 212 poesie pubblicate
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Ancor prima di aprire gli occhi sentii che c'era qualcosa di"strano". Il rumore delle onde era il solito e il profumo del mattino, quell'odore salmastro che ogni mattina mi dava il suo tranquillo, buongiorno era lo stesso di sempre...eppure c'era qualcosa di strano! Aprii lentamente gli occhi e mi alzai, mi facevano male le gambe...le gambe? Ecco cosa c'era di strano. Io ero una chiocciola, che ci facevo da oggi con un paio di gambe? Così iniziò il 22 di un apparente giorno qualsiasi. Mi ritrovai da chiocciola a donna. Maldestramente e timidamente lasciai la mia roccia, alla quale stavo serenamente aggrappata da anni, e m'incamminai (cosa per me, assolutamente nuova) verso una meta ignota. Non c'era nessuno intorno a me eppure avvertii una musica, non sapevo da dove proveniva, ma sentii che mi arrivava al cuore. Ad un tratto scorsi una figura, quasi nascosta, dietro un'altra roccia... mi avvicinai, uno sguardo, un sorriso e un timido saluto. Fui improvvisamente trafitta da un raggio di sole, e in un attimo fu amore, un incontro d'anime. Non servirono parole (d'altra parte io da chiocciola avevo mai proferito parola?) Le nostre mani s'intrecciarono, i nostri occhi si persero. I respiri, i pensieri viaggiarono all'unisono e i nostri corpi si fusero in un'unica magia...e fu amore. Abbiamo visto così sorgere e calare il sole, ci siamo persi l'uno nell'altro sotto una coperta di stelle. La luna, come in un disegno animato mi sorrideva e strizzava l'occhio, ero felice, eravamo felici...ma ad un tratto all'orizzonte, al sorgere di un nuovo sole, spuntò un'enorme cupa nuvola e tutto si fece ombra. Onde minacciose si levarono imponenti, minacciose e io cominciai correre,senza voltarmi arrivai alla mia roccia, senza fiato, spaventata...Chiusi gli occhi respirai, respirai... e caddi nel sonno, sola e confusa. Ancor prima di aprire gli occhi sentii che c'era qualcosa di strano... provai ad alzarmi ma non avevo gambe...e come potevo? Ero una chiocciola chiusa, inerme sulla mia roccia. Era stato dunque un sogno?? Si!! Non vera ombra di dubbio, tanto amore non poteva che esistere in un sogno. .. Richiudo gli occhi senza accorgermi che ora mi trovo su un'altra roccia e non vedo nemmeno le orme sulla spiaggia deserta, non vedo più nulla. Non mi fanno male le gambe...ma qualcos'altro si Il mio piccolo cuore di chiocciola, di donna quello si... e ricado in un sonno eterno...
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Questa è la prima cosa che ho scritto tre anni fa, ispirata da un grande amore vissuto e poi finito... Ma che mi accompagna ogni giorno 22.06.03

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Commenti (1)

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Pino Penny18 aprile 2006

sono gli amori perduti quelli che ci ispirano di più