Identità smarrite

Si fan pigri I densi sapori
Di utopiche albe
Su davanzali di luna
Esplode la polveriera
Fino alle guance del cielo
Negli abissi del mare
Dentro il nucleo della vita
Non c'è non c'è
Brezza d'incenso
O corazza che argini
Il pianto
L'aria profanata
Flagella il respiro
Si macera il giorno
Nel mixer violento
Si scompone il tassello
Di un mosaico
Così ben congegnato
E se Arianna
Io mi scopro
E' per capire il senso
E se confondo
Il riso e il pianto
O mi disperdo fra nubi
Sulla scia d'una stella
E' per lesinare
Trame d'orizzonti
Che con raffiche d'oro
Schiariscano
Neri tramonti
E se costantemente
Depongo il pensiero
Sul sommesso parlare
In cui s'acquieta il respiro
E' per non svanire
Nello sfacelo del cuore
E' per scovare
Annidato nel profondo
Il garrire d'un nuovo giorno.
©
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Commenti (1)
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mp47pasquino29 agosto 2008
Scrivendola in parte ci sei riuscita, prova a leggerla anche al contrario cioè dal basso verso l'alto. A ben rileggerti.
