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Sociale 29 agosto 2008 · lettura 2 min · 996 letture

I versi di uno stupro

C
Christy 11 poesie pubblicate
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E qui... avvolta da un velo di malinconia protetta da uno scudo... è assente... sola triste in lei c'è dolore e pianto... I giorni passano piano piano troppo insopportabili troppo difficili da farli portare via dal vento. Lei conta le ore alla libertà che non arriverà mai ora dopo ora. Un macigno in più la travolge... si sente sola, racchiusa in un guscio che non si schiuderà. Lei non sa che significa amore; non l'ha mai scoperto... non sa cos'è la gioia; glie l'hanno negata. Mille pensieri in testa la tormentano, le fanno perdere il senso della vita. Le è stata tolta la sua innocenza, la sua bellezza... troppe volte quel corpo è stato percosso, troppe volte troppe volte il dolore le ha sfiorato le membra... troppe volte la voglia di abbandonare quel mondo senza sfumature se non l'odio, troppe volte... le hanno strappato ciò che le è stato donato, la sua perla: senza perla una conchiglia non ha importanza. Ma lei non pensa più... non pensa più di ritrovarla... non ha più speranze... Lei, la dolce rosa non ancora sbocciata sta morendo non le danno più acqua... il suo viso non ha più espressione... le sue gote, rovinate dalle lacrime acide che le hanno corroso il viso... precipitando in un vortice... inghiottita dalla paura subisce l'ennesima caduta... ora non sente più niente, i suoi sensi percepiscono il minimo dolore... si sente vuota... non riesce a piangere, distrutta... rovinata... senza via d'uscita senza poter tornare indietro, e lei lo sa, non può... la sua vita spezzata da quella sua troppa voglia di vivere, dalla sua irrefrenabile voglia di amare ed essere amata... solo questo chiedeva solo questo...
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Questa poesia è nata, con la convinzione di farne poi un racconto, ma poi, l'ho tenuta così...:P

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Commenti (3)

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Osvaldo Spizzirri29 agosto 2008

Triste è amara verita, storie di ordinaria follia, che la societa civile ci propina ogni giorno, dove la dignità la vergogna la pietà sono cose anacronistiche, dove le vittime sono date in pasto ai rotocalchi e alle tv, senza pudore, portando nuovo dolore alla violenza già subita, accettare questo sistema o ribellarsi...?ciò non sarà mai possibile se non si ama e si rispetta la vita, propria e altrui... l'unica medicina per questo cancro della società...!Bella...!

Rosy Marchettini29 agosto 2008

Poesia che racconta il dopo! Essere stuprata è una delle cose peggiori che possano accadere ad una persona! Bella poesia, piaciuta

Jo Spurs29 agosto 2008

vorrei riuscire a darti l'acqua che ti serve, vorrei essere il vento che disgela e porta i semi con se per poterti vedere sbocciare ancora. non so chi sei, fiore mio, ma ora ho le tue lacrime in tasca.