Mai cosa mortale

Non colgo tepori
Di nuovi orizzonti
O nembi di sogni
Fra albe e tramonti
Dentro i cuori
Di ognuno
Ma so di riflessi
E sussurri avari
Di speranza
di echi spenti
di gelida risonanza
E di quanta solitudine
traboccano le vene
Di quanto silenzio
Oscillano i ricordi
son curvilinei i rami
Ancora verdi
E poi che dire
Di questa mia isola
Del respiro
Che vulcanizza l'aria
fino al cielo
Del fuoco che vi arde
Della luce che s'infrange
Dell'idea che muore
O il vento sperde
Ma oggi e ieri
In noi
Segretamente arde
L'immensità
Profonda ed immutata
Come sotto la cenere
Il fuoco
Furtivamente cova
E' la storia unica
Invisibile
Della continuità
Coi suoi imenei d'ombra
Luce e vento
Che i giorni
Ne cadenzano le notti
E mai cosa mortale
Resterà mortale...
©
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