Sottili confini
Una chitarra stonata cantava conigli,
e lasciava intuire uno sguardo un po' antico
che il profumo polare non era dei gigli
ma odore agrodolce di fiore appassito;
ricordi mordevano il fato,
e tornavano col loro bastone
graffiando la porta d'un film non girato
rimasto ai puntini, il copione.
Il caso truccava le carte
lasciando basito il croupier;
mentre la donna di cuori chiedeva consigli alla sorte,
bluffava un poker di re...
E il piatto rideva rideva e rideva,
regalava due asciugamani e una sera,
da mischiare come latte col miele:
troppo dolce, meglio aggiungere il sale...
Non chiedeva conferme né assensi
quella notte, al binario dei sogni;
ma riscattava altre notti promesse
e lasciate anni fa sul banco dei pegni;
Ospite illustre di quel bagnasciuga,
funambola immobile sul sottile confine
tra il viaggio e la fuga:
ignoto l'inizio, lascia spazio alla fine...
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