Cuori randagi
Danilo Lambiase
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Non c'è luce per noi
bambina
non c'è fiore per noi sulla collina
non c'è un arrivo
per noi non c'è' più il mare
ma solo un eterno camminare
un cammino lento mortale
la signora morte
ci fa da damigella
in questa vita infame
ricordo i primi giorni
ricordo la luce le risate
ricordo i baci ancora pieni d'amore
le serenate in riva al lago
le albe i tramonti
e poi
cos'è successo?
tutto è finito tutto è
andato perso
il sole è tramontato
ed è arrivato il freddo,
il buio
adesso l'unica cosa
che nella nostra vita brilla
e l'ago della siringa
che c'ha portato verso il buio più profondo senza
ritorno
che c'ha regalato la peste del nuovo millennio
che c'ha riempito la vita di neri paesaggi
e adesso non ci resta che girare il mondo
con la signora morte in spalla
io e te
come due cuori randagi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Danilo Lambiase
la storia che state per leggere e’ un racconto molto personale, vi sto per raccontare il giorno del mio funerale , ricordo chiaramente il ronzio della gente il profumo dei fiori e tutti quei non rumori, ricordo che osservavo dall’alto seduto su di una nuvola il volto in lacrime di mia madre
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo6 settembre 2008
A volte queste ricerche ci confondono, ricerchiamo qualcosa che gia abbiamo, ma non ci basta... vogliamo andare oltre, ...abbiamo tutto. Piaciuta

