L'uomo dell'organetto

Cosa posso dire di me, mi vedo come in uno specchio frantumato dal tempo, attimo dopo attimo la mia mente ha fotografato la storia del passato. Apro i cassetti della memoria e in versi racconto ciò che la vita mi ha riservato. La mia anima metto a nudo e nei perchè cerco risposte per dare luce alle ombre.
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La miseria non si può raccontare, contano quelle poche cose, fossero cartoni o buste piene distruggente scarto, come si può elargire il senso, penso solo raccontare come hai fatto tu le tue impressioni, non male, io ci sono passato e forse sono ancora povero (un'altro tipo di povero) quando gurdavo chi mi guardava avevo solo il mio capire e dietro non c'era disprezzo ma sete di quell'in più che manco per l'anticamera del cervello ti passava, avere le scarpe sfondate e non potersi inginocchiare in chiesa per vergogna, oppure mettere abiti dismessi a volte sembravano nuovi e ti vergognavi, e quando entravi in un locale pubblico sembrava che tutti ti additassero qui non puoi entrare e a scuola c'era il patronato che sempre sbandierava povero.

