Poeti
Le nostre passeggiate lungo la Neva
nell'agghiacciato febbraio, ascoltavamo
il canto allucinato di Sologub.
"La terra di Ojle naviga sulle onde dell'etere"
Quanto amavamo il poeta!
e quanto lui vedeva in noi
le ombre di un umanità perduta.
Lui, i suoi demoni e i suoi santi.
I nostri passi crocchianti sulla neve
ritmavano una vecchia canzone del Volga
e noi, liberi in una terra schiava
affrancati da Poesia, ci amavamo
di un amore tiranno.
Ti penso, ora che il tempo e la poesia
consunti, ci guardano da lontano.
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