Prigioniero
Sono in catene,
prigioniero di me stesso,
isolato da tutto e da tutti
in una realtà parallela.
Percepisco appena
lo scorrere dei minuti,
l'alternarsi delle stagioni,
il lento e inesorabile
avanzare degli anni.
Fuori la neve imbianca
le cime possenti dei monti,
il vento soffia dolcemente
fra i ramoscelli d'ulivo,
la pioggia scivola lenta
nel letto di un ruscello infinito.
Il tempo passa,
le speranze si assottigliano,
lo stringere delle catene attanaglia
il mio cuore ormai
freddo e depresso,
l'umidità irrigidisce i miei arti
logori e fragili,
il gelo assedia la mia mente.
La prigionia mi accompagna alla morte,
oscura la mia identità,
rapisce i miei sogni,
incatena la mia vita privandomi
della mia unica libertà.
Un agonia che pare
non aver fine.
Una ferita che sembra
non potersi rimarginare.
Un sussulto che mai nessuno
avrà la forza di udire.
Copiose lacrime pronte a solcare
Il mio volto stanco
e a bagnare
le mie labbra aride.
Il dolore è grande.
La rabbia è enorme.
Ma nonostante tutto...
Lo sconforto prevale.
©
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